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QUEST

Stato Quantistico 

In questa pagina troverai informazioni su cosa sono gli stati quantistici. Inizia dalla sezione che ti sembra più semplice o più vicina ai tuoi interessi (gioca - Play, scopri - Discover, o impara - Learn), poi esplora le altre per vedere come la tua comprensione cambia e si amplia! 

"L'esperimento (di Stern-Gerlach) illustra in modo eclatante la necessità di un radicale allontanamento dai concetti della meccanica classica”.


Jun J. Sakurai

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Quantum Playground è un gioco artistico che permette di visualizzare concetti chiave della fisica quantistica, come lo stato quantistico, la sovrapposizione quantistica, l'interferenza e l'equazione di Schrödinger. 
 
Puoi creare una particella in uno stato di sovrapposizione quantistica cliccando o trascinando il mouse sul Playground. Man mano che lo stato quantistico inizia a evolversi il suo andamento assomiglia a un'onda. A questo punto, clicca per effettuare una misurazione e prova ad abbinare il nodo scelto con quello in cui pensi che la particella finirà! 

Crediti:
Physicists: Guillermo García-Pérez, Sabrina Maniscalco, Laura Piispanen, Matteo Rossi, Boris Sokolov
Developer: MiTale

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Forse l'esperimento più semplice e versatile per illustrare il sorprendente comportamento della materia su scala microscopica è il cosiddetto esperimento di Stern-Gerlach. Citando Jun J. Sakurai, “questo esperimento illustra in modo drammatico la necessità di un radicale allontanamento dai concetti della Meccanica Classica”. Fu inizialmente ideato nel 1921 da Otto Stern, che lo realizzò insieme a Walter Gerlach l’anno successivo presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Francoforte. Descriveremo ora questo bellissimo esperimento e poi ci porremo la domanda: cosa possiamo apprendere sullo stato quantistico di un elettrone dai risultati sperimentali? 

Secondo la comprensione della fisica atomica all’inizio del XX secolo, si riteneva che il moto degli elettroni (particelle con carica negativa) attorno al nucleo (con carica positiva) potesse avvenire solo a determinate distanze fisse, chiamate orbitali o livelli di energia, in una sorta di sistema solare in scala ridotta. Durante il loro moto, gli elettroni avrebbero creato un campo magnetico conferendo all’atomo una proprietà magnetica chiamata momento angolare magnetico o momento magnetico. In altre parole, l'atomo poteva essere considerato come un minuscolo magnete, con i propri poli nord e sud. Agli albori della Meccanica Quantistica la separazione degli elettroni in orbite diverse era denominata quantizzazione spaziale, e in questo contesto Stern e Gerlach concepirono il loro esperimento con lo scopo di verificare tale ipotesi teorica per determinati atomi. 
 
Oggi sappiamo che il momento angolare è dato dalla somma di una componente orbitale, che descrive la rotazione degli elettroni attorno al nucleo, e di una componente intrinseca, chiamata spin, che, a differenza della prima, non ha una corrispondenza classica e può assumere solo alcuni valori fissi, cioè quantizzati. Per caso, Stern e Gerlach scelsero atomi con momento orbitale nullo; il loro momento angolare era determinato esclusivamente dallo spin! Questo è il motivo per cui il loro esperimento è spesso considerato il primo a dimostrare l’esistenza dello spin dell’elettrone. Tuttavia un risultato così rilevante fu riconosciuto solo a posteriori; i due fisici volevano solo dimostrare la quantizzazione spaziale del momento angolare orbitale, ovvero verificare la variante quantistica del magnetismo atomico in contrapposizione a quella classica. A prescindere dalle motivazioni originarie e dal contesto storico in cui operavano i due fisici tedeschi, useremo l’esperimento di Stern-Gerlach per illustrare alcuni dei concetti fondamentali della meccanica quantistica (e l’inadeguatezza di quelli classici, cioè non quantistici), partendo dalla descrizione vettoriale degli stati quantistici. 
 
Nell'esperimento gli atomi d'argento passano ad alta velocità attraverso un campo magnetico appositamente progettato, in modo che le loro traiettorie deviano a seconda dell'orientamento dei poli nord e sud dell'atomo; gli atomi successivamente si scontrano con una lastra fotografica, rendendo visibile la deviazione e, di conseguenza, l'orientamento del momento magnetico che la causa. L'allestimento è illustrato e spiegato in modo più dettagliato nella figura sottostante. 
Per prima cosa gli atomi d’argento vengono riscaldati in un forno. Il forno presenta un piccolo foro attraverso il quale alcuni atomi d’argento fuoriescono. Il fascio viene quindi sottoposto a un campo magnetico (non omogeneo) generato da una coppia di oggetti che fanno da poli magnetici, uno dei quali presenta un bordo molto affilato. Infine gli atomi raggiungono una lastra fotografica dove entrano in collisione. 
 
Quando un atomo attraversa il magnete viene deviato verso il basso o verso l’alto, a seconda dell’orientamento del suo momento magnetico. Secondo la fisica classica ci si aspetterebbe di ottenere un continuum di collisioni sulla lastra fotografica: se gli atomi escono dal forno con un orientamento qualsiasi, le loro traiettorie si devieranno di un angolo compreso tra quelli estremi corrispondenti agli orientamenti verticali del momento magnetico (infatti, a causa degli effetti termici, gli atomi hanno effettivamente momenti magnetici orientati in modo casuale e non esiste un orientamento “preferito”). Tuttavia, i risultati hanno dimostrato il contrario e sono stati osservati solo due esiti, come previsto dalla teoria quantistica. Gli atomi deviavano verso l'alto o verso il basso di un certo angolo, come se l'orientamento verticale dei poli nord e sud potesse assumere solo due valori. 
Risultati sperimentali attesi. Partendo dalla figura più in alto: 1) in assenza di magnete, l’immagine sullo schermo riproduce il piccolo foro del forno da cui fuoriescono gli atomi, poiché senza campo magnetico il fascio non viene deviato; 2) risultati attesi secondo l’ipotesi classica; 3) risultati attesi secondo l’ipotesi quantistica. Si noti che il momento di dipolo magnetico dell’elettrone ha segno opposto rispetto allo spin. 

Pertanto la quantizzazione spaziale fu confermata, anche se il significato effettivo dei risultati fu compreso appieno solo alcuni anni dopo, in seguito alla proposta teorica del momento angolare intrinseco dell’elettrone, lo spin, che contribuisce al momento magnetico. In particolare, il momento magnetico degli atomi d’argento è dato esclusivamente dallo spin dell’elettrone nell’orbitale più esterno, ed è per questo che si osservano solo due valori, “su” e “giù”. In seguito si scoprì che gli elettroni sono particelle con spin $1/2$ e che i due possibili valori di spin nella direzione verticale sono multipli di una certa unità fondamentale di momento angolare; risulta che tali valori sono $\pm \hbar/2$, dove $\hbar$ è la cosiddetta costante di Planck (un numero fisso).
 
Si noti che non c’è nulla di speciale nella direzione verticale scelta (cioè l’asse $z$ nella prima figura); la quantizzazione dei risultati si osserva anche se l’apparato sperimentale viene ruotato. Ad esempio, se viene ruotato di 90 gradi, gli atomi deviano verso sinistra o verso destra (l’asse $x$ nella figura), e sulla lastra vengono registrati solo i risultati “sinistra” o “destra”. Infatti, poiché lo spin dell'elettrone è pari a $1/2$, esso può assumere solo due valori in qualsiasi direzione, il che significa che la componente dello spin lungo le direzioni $x$, $y$, o $z$ può essere solo 
Attenzione! Come vedremo nella voce dedicata al principio di Heisenberg, in un dato momento solo uno dei due può avere un valore ben definito. 

A questo punto potremmo chiederci: qual è lo stato dello spin di un atomo d’argento dopo che è passato attraverso il campo magnetico orientato verticalmente? Dall’esperimento sopra descritto sembrerebbe che possa essere solo “su” o “giù”. Tuttavia, come vedremo nelle voci sulla sovrapposizione quantistica e sul comportamento ondulatorio, in una variante di questo setup sperimentale, è coerente con le osservazioni affermare che si trovi in entrambi contemporaneamente. Matematicamente, ciò è codificato nel primo postulato della teoria quantistica, che ci dice che lo stato dell’elettrone può essere rappresentato come la somma vettoriale
Quelle parentesi dall’aspetto sofisticato significano semplicemente che «lo stato del sistema è quello che c’è scritto all’interno». L’uso di tale notazione è coerente con l’osservazione, sulla lastra fotografica, di tracce degli atomi in soli due punti, corrispondenti agli stati «su» e «giù». Attenzione: questa notazione non significa che gli atomi siano a volte nello stato «giù» e a volte nello stato «su». Vai alle voci “sovrapposizione” e “misura” per scoprire perché! 

Learn

A questo link troverai una breve introduzione alla descrizione matematica dello stato quantistico. 

Si prega di notare che il documento è disponibile solo in inglese.

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